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E’ vero che è uscita una serie a fumetti de «La Torre Nera»? In che ordine devo leggerla? In che momento della storia è meglio leggerla?

Nel 2007 la Marvel Comics ha sfornato l’edizione a fumetti de «La Torre Nera». In realtà le serie che ha pubblicato qui nel nostro Bel Paese sono ben sei, con l’aggiunta di uno speciale mononumerico e una in corso di pubblicazione.
L’intera pubblicazione fumettosa prende in esame -almeno fino a quella che stanno stampando in questo periodo- solo la giovinezza di Roland, periodo che nei romanzi viene raccontato solamente tramite l’utilizzo di flashback più o meno lunghi (e quando dico più mi riferisco a :“La Sfera del buio”; e quando dico meno mi riferisco a tutto il resto). Nonostante questo, sarebbe buona norma leggerli solamente se avete ultimato precedentemente la lettura della serie di romanzi. Se proprio non ce la fate, aspettate perlomeno di aver completato “La Sfera del buio”, perché è proprio da quel punto che inizia la narrazione della versione a fumetti.
“La nascita del Pistolero” infatti prende di peso tutto l’enorme flashback che Roland racconta ai suoi compagni nel quarto capitolo della saga e lo trasporta su carta patinata. La serie, pur essendo sotto la direzione di Stephen King stesso, è scritta da Peter David e Robin Furth (che è l’assistente personale del signor King e che ha scritto una specie di enorme enciclopedia proprio a proposito del mondo della Torre Nera, chiamata “The Dark Tower: the complete concordance” purtroppo mai tradotta in italiano) e disegnata da Jae Lee e Richard Isanove. Ora, da grande appassionato di fumetti, vi dico subito che Jae Lee ha uno stile del tutto particolare. E’ uno che si affida molto all’ombreggiatura e dà l’impressione che i tratti somatici dei suoi personaggi siano in realtà «costruiti» dalle zone d’ombra del viso. Realizza con grande enfasi i particolari dei personaggi preferendo dare importanza a questi ultimi e spesso snobbando completamente lo sfondo della vignetta. Il risultato a volte risulta allo stesso modo un tantino spoglio nell’ambiente, tanto quanto prezioso negli elementi che lo compongono. Un mix particolare che di certo rende la serie immediatamente riconoscibile e diversa da qualsiasi altra testata attualmente in circolazione.
Lo stesso team realizza, nel 2008, “La lunga via del ritorno”, seconda serie a fumetti che racconta di Roland e del suo primo Ka-tet. Tutto quello che succede all’interno dei quattro albi che la compongono è inedito. Da questo momento in poi (e sempre fino a quella in corso di pubblicazione), infatti, ogni serie di fumetti presenterà solo materiale nuovo e mai trattato (se non con accenni o racconti mai troppo dettagliati) all’interno della saga di romanzi.
A seguire, la serie “Tradimento”, del 2009, in cui trova più spazio il personaggio di Marteen e si raccontano gli eventi che porteranno alla futura disfatta di Gilead.
Prima di dare spazio alla tragica fine della città dei pistoleri, però, la Marvel dedica uno speciale al personaggio più misterioso della serie.
Sul finire del 2009 esce “Il Mago” uno speciale di un solo volumetto completamente dedicato all’Uomo in Nero.
Poi è la volta del penultimo storyarc: “La caduta di Gilead” seguito immediatamente da “La battaglia di Jericho Hill”. Questi volumi raccontano di come Gilead sia stata soggiogata da Marteen e da John Farson «Il buono» e di com’è nata l’ossessione di Roland per la Torre nera. Proprio gli eventi di Jericho Hill sono spesso accennati nell’economia della storia del romanzo, ma mai approfonditi, seppure ricopriranno un’importanza fondamentale in tutte le avventure successive del pistolero.
Attualmente è in corso una ulteriore serie a fumetti dedicata alla Torre Nera, “Il viaggio comincia”. Il team di lavoro è sempre lo stesso, fatta eccezione per il disegnatore: fuori Lee e dentro Sean Philips (disegnatore di Hellblazer, Marvel Zombies e davvero tanta altra roba). La storia invece è focalizzata sull’inizio del primo romanzo ma si concede qualche libertà per quanto riguarda l’andamento della storia

Filippo Magnifico