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Quali altre opere di S.K. presentano legami con la serie della Torre Nera? (Parte IV di IV)

Esistono poi una serie infinita di richiami alla torre in altre opere.
Da “Scheletri” (raccolta di racconti particolarmente meritevole d’attenzione) è impossibile non citare il racconto “La nebbia” in cui una nebbia del tutto simile alle sottilità descritte nelle avventure di Roland (una sottilità è un punto debole della realtà, una specie di passaggio dimensionale tra i vari universi), riversa sulla terra creature infernali. Curioso il fatto che nell’adattamento cinematografico di Frank Darabont, il protagonista del film, un noto illustratore di locandine cinematografiche, proprio all’inizio della pellicola stia dipingendo una locandina che raffigura Roland Deschain.
Sempre a proposito di sottilità, e sempre parlando di “Scheletri”, impossibile non citare “La scorciatoia della sig.ra Todd” e “Il viaggio”, in entrambi i racconti è presente l’idea di viaggio tra le dimensioni con effetti del tutto spiacevoli.
Concetto presente anche in “Rose Madder” in cui la protagonista, dopo essere approdata in un mondo che non conosce, incontra una donna che le parla della città di Lud e che accenna al Ka. Stesso discorso per “La Storia di Lisey” in cui lo scrittore, marito della protagonista, andava a pescare le idee per i propri romanzi in un’altra dimensione. E ancora in “Al Crepuscolo”, nel racconto “N”, si insiste sul concetto di sottilità, dimensioni, e aberrazioni che sono in grado di far impazzire un uomo (il tutto ricordando molto da vicino le reazioni tipo dei personaggi nei lavori di Lovecraft).
In “Tutto è fatidico” la Torre è presente in ben due racconti: quello che da il titolo alla raccolta, in cui un ragazzo con particolari poteri psichici viene assoldato dalle forze del Re Rosso, e in “Le piccole sorelle di Eluria” che a tutti gli effetti è un capitolo delle avventure di Roland antecedenti “L’ultimo Cavaliere”.
Per chiudere, due chicche. La prima, proveniente dall’ultimissima raccolta di racconti edita in Italia: “Notte buia niente stelle”, in cui, nel racconto “La giusta estensione” la Torre Nera spunta a sorpresa in un dialogo -e un contesto- totalmente estranei. Il personaggio protagonista Streeter saluta Goodhug nell’inconfondibile modo di dire del Medio-Mondo: «Lunghi giorni e piacevoli notti.»
La seconda, direttamente dal suo ultimo romanzo “The Dome”, riguarda il personaggio di Roger Killian, padre di quattro figli: Ronnie, Richie e gli altri due, manco a dirlo, si chiamano Roland e Randall.

Filippo Magnifico