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Quali altre opere di S.K. presentano legami con la serie della Torre Nera? (Parte III di IV)

“IT” (che rimane il mio lavoro preferito di Stephen King, e se non l’avete letto fatevi un piacere e immergetevi nella deliziosa mole mastodontica del volume, e se l’avete letto sapete perché ne parlo con toni tanto entusiastici) presenta anche lui una serie di particolari provenienti dalla Torre. Probabilmente vi ricordate la mia allusione precedente al fatto che il Re Rosso e IT fossero, se non la stessa entità, almeno qualcosa di simile (secondo me un altro particolare importante è la loro forma prettamente aracnide: a questo punto mi sorge il dubbio che King sia aracnofobico o che, effettivamente devo essere arrivato vicino a una soluzione, argh!), in realtà c’è un altro essere che compare nell’ultimo romanzo e che ricorda da vicino alcune caratteristiche del mostruoso essere che da il nome al voluminoso romanzo. Dandelo è un «Vampiro empatico», cioè un mostro che si nutre dei sentimenti di chi lo circonda, in special modo della paura, particolare che lo accomuna fortemente a IT. Nonostante la somiglianza tra questi due esseri, King stesso ha dichiarato che non si tratta della stessa creatura. Tuttavia non ha escluso che possano appartenere a una stessa razza. […]

Durante la battaglia finale con il mostruoso IT, i ragazzi alludono a una Tartaruga che in qualche modo difende la loro dimensione dagli attacchi dell’orrore che terrorizza Derry, la città in cui vivono. La Tartaruga in questione non è altro che uno dei guardiani dei vettori della Torre. Nelle avventure di Roland la conosciamo come Maturin.
L’ultimo grande particolare riguarda l’argomento «universi paralleli».

«Vedi che c’è una tenebra che puzza e dopo un po’ ti viene da pensare che forse laggiù c’è un intero universo dove nel cielo sorge una luna quadrata, e le stelle ridono con voci gelide, e i triangoli hanno quattro lati e certi altri ne hanno cinque, e certi altri ancora ne hanno cinque elevati alla quinta potenza dei lati. In quell’universo potrebbero crescere rose capaci di cantare.»

Le parole sono di Stan, uno dei protagonisti del Club Dei Perdenti. L’immagine finale della rosa che canta è chiaramente una citazione alla rappresentazione fisica della Torre Nera all’interno del quando di Jake,Eddie e Susannah. Nella loro New York, infatti, esiste una rosa, in un terreno abbandonato, che canta e che rappresenta la Torre nel loro piano della realtà.

Filippo Magnifico