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Quali opere hanno influenzato la creazione de «La Torre Nera»? (Parte IV di V)

Quanto incredibile vi risulterebbe se vi lasciassi intendere che la Torre Nera deve molto alla fiaba del Mago di Oz?
Il modo in cui Dorothy viene strappata dalla sua realtà è tanto diverso dal fare brutale di Roland che, letteralmente, acchiappa i membri del suo Ka-Tet estirpandoli dal loro mondo per farli entrare nel suo?
Durante gli avvenimenti del quarto romanzo, “La sfera del buio”, il parallelo col mago di Oz si fa talmente forte che i personaggi stessi credono di essere finiti all’interno di quella favola. Almeno quelli che ne conoscono l’esistenza: Roland avvertirà un che di familiare ma non riuscirà a risalire alla favola di Frank Baum (forse perché semplicemente non ne conosce l’esistenza, o la conosce in una forma diversa: magari a Gilead si racconta che quando Dorothy arrivò nel mondo del mago di Oz, cavalcando il tornado, schiacciò inavvertitamente la strega buona anziché quella cattiva!). […]

Il Ka-Tet stesso viene paragonato al gruppo di Dorothy. In entrambe le squadre i membri sono alla ricerca di qualcosa, e condividono problemi ben più grandi di loro (se quelli dei personaggi della fiaba sono perlopiù esistenziali -del tipo: coraggio, cervello, cuore-, quelli della nostra storia sono un tantino più gravi -del tipo: dipendenza da droga, schizofrenia, pubertà incombente) e tutti loro saranno messi alla prova, prima di riuscire a raggiungere il mago e la destinazione che a quanto pare hanno in comune.
Roland e compagni arriveranno infatti in un posto decisamente simile alla Città di Smeraldo, e dovranno vedersela con il loro mago di Oz che non sto nemmeno a dirvi chi è (un indizio: gli piace vestire di scuro e fuggire in zone poco agibili del Medio-Mondo).
Il crescendo finale di “La sfera del buio” (che per inciso, nella versione originale risponde al nome di “Wizard and glass”, richiamando il titolo di “The Wonderful Wizard of Oz”) è talmente ben costruito da indurre a pensare che le similitudini, almeno da un punto di vista puramente concettuale, tra le due opere fossero pensate fin dall’inizio e a me piace pensare che gli altri dettagli (la presenza dei Taheen -mutanti per metà uomini e per metà animali- molto simili ai Kalidash del mago di Oz; Il cagnolino Toto che nella favola segue il gruppo nello stesso modo in cui lo fa Oy) confermino in parte questa tesi.

Filippo Magnifico