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Quali opere hanno influenzato la creazione de «La Torre Nera»? (Parte II di V)

Tornando a opere più moderne, particolare rilevanza, come già scritto centinaia di volte -e stavolta vi giuro che ci metto un punto!- ce l’ha l’opera di J.R.R. Tolkien, “Il Signore degli anelli”.
Come ormai sappiamo -visto che logorroicamente l’avrò ripetuto fino allo sfinimento- è proprio da quest’avventura che è scaturita la voglia di scrivere qualcosa che avesse proporzioni parimenti epiche, che avesse il viaggio come tema principale e che portasse il gruppo (la “compagnia dell’anello” in un caso, il “Ka-tet” nell’altro) in una moltitudine di posti fantastici.
La prima cosa che mi viene in mente, prima ancora del parallelo compagnia dell’anello – Ka-Tet di cui sopra, è proprio l’immagine stessa della Torre Nera. […]

Ne “Il Signore degli Anelli”, la torre nera c’è e ha addirittura un nome proprio: Barad-Dur, la dimora di Sauron a Mordor, sulle pendici del Monte Fato. Praticamente il posto peggiore -e più caldo- dove potreste ritrovarvi durante una villeggiatura in quel della Terra di Mezzo. Certo: le similitudini con la nostra, di Torre Nera, si fermano all’aspetto inquietante e al nome altisonante. La Torre Nera dell’opera omonima non è un posto malvagio e di certo non ci abita quella specie di guardone di Sauron ma è comunque un luogo di potere e di culto.
E sopratutto, banalmente, è una torre ed è nera.
La seconda similitudine, già che parlavamo di Sauron, è la rappresentazione del sigul (cominciamo a usare un po’ del dizionario del Medio-Mondo: sigul = simbolo) del Re Rosso. Nel romanzo di Tolkien, Sauron è rappresentato come un enorme occhio di fuoco che scruta il mondo in cerca dell’unico anello, decisamente simile al marchio dell’avversario di Roland, uno spiraliforme occhio rosso fuoco.
Roland stesso è una figura vicinissima a quella di Aragorn (talmente tanto che sarebbe stato divertente vederli interpretati dallo stesso attore, quel Viggo Mortensen che pareva proprio dovesse prendersi il ruolo, prima che arrivasse Bardem). Il Ramingo, conoscitore delle lande, uomo duro e provato dalla vita avventurosa e dal tempo -che ai raminghi è concesso in misura maggiore che agli umani- non è che un cavaliere senza pistole e agghindato a tema. Roland è un ramingo nella stessa misura in cui Aragorn è un cavaliere.
E che dire del fatto che entrambi hanno conosciuto un amore finito in tragedia (anche se uno dei due è andata decisamente peggio)?
E Saruman? Arcimago dell’ordine dei maghi bianchi che poi finisce per tradire l’ordine e per allearsi con Sauron, non ricorda forse la figura di Walter O’Dimm\ Marteen Broadcloadk?

Filippo Magnifico