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Quali opere hanno influenzato la creazione de «La Torre Nera»? (Parte I di V)

Childe Roland, 1861 by Sir Edward Coley Burne-Jones (1833-1898)

«Childe Roland alla Torre Nera giunse».

No: non è un modo subdolo per anticiparvi il finale della serie, invece è il titolo di un poema.
Il poema, scritto da Robert Browning, e che potete trovare citato ovunque come fonte d’ispirazione per la serie (versione confermata anche dallo stesso S.K.), in realtà ha sorprendentemente poco a che spartire con quest’ultima. Qualche immagine, più di qualche nome ma ben poca altra roba.
Per esempio il personaggio di Cuthbert (che però nel poema è biondo), o l’immagine del corno suonato in battaglia per ricordare i caduti sul sentiero della Torre. O ancora la figura dei cavalieri, ma nulla che abbia davvero a che fare con gli avvenimenti del nostro Roland e del suo Ka-tet.
L’ispirazione che King ammette di aver preso dal poema ha un potenziale del tutto immaginifico, basato sull’iconografia della Torre Nera e di Roland che la insegue. Nient’altro. […]

Quello che non sempre viene citato però, è la storia a cascata di questo poema. Robert Browning ha a sua volta avuto l’ispirazione da qualcos’altro per il suo poema.
La Torre, Roland, e quel termine obsoleto che sta a significare «figlio di nobile che non ha ancora ricevuto la sua investitura a cavaliere» (childe, di fatti, deriva da child) erano già presenti in un’opera di gran lunga più famosa e importante. L’opera di cui sto parlando è il “Re Lear” di William Shakespeare.
Al termine della quarta scena nel terzo atto, Edgar -che si finge matto- sproloquia in questo modo:

«Roland il cavaliere
Giunse alla Torre Nera
Sempre diceva: «Dan, Dan
sento sangue di Britannia.»

Britannia potrebbe essere un riferimento neanche troppo velato a Camelot\Gilead.
Il particolare divertente -e divertente davvero visto che la cosa sta creando a sua volta un piccolo multiverso di ispirazioni- è che anche questa citazione dal “Re Lear” deriva da qualcos’altro.
In una ballata medievale scozzese -che è possibile trovare, con qualche variante, anche in Scandinavia- si parla del «Childe Rowland» e della Torre Nera. Nella storia raccontata in questa ballata, Rowland è un ragazzo in cerca dei fratelli, scomparsi da tempo.
Sotto suggerimento di Merlino (guarda caso c’è lo zampino di un mago anche qui…) si reca nelle terre degli elfi dove gli viene raccontato che il perfido Re degli elfi (e abbiamo anche il re malvagio) ha segregato il suo parentame all’interno della Torre Nera.
A quanto mi risulta il poema non ha altri antenati ma, arrivati a questo punto, non me ne stupirei.

Filippo Magnifico