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Cos’è il Ka? (Parte III di III)

C’è un termine che adoro particolarmente, per nessuna motivazione in particolare che non sia semplicemente il suono davvero bello della parola e l’immagine che evoca.
Can-Ka-No-Rey (ah, è bello perfino scriverlo!).
Il Can-Ka-No-Rey è il campo di rose rosse su cui sorge la Torre Nera. L’etimologia della parola e il suo significato letterale sono praticamente sconosciuti. Probabilmente può essere considerato come l’equivalente dei nostri «campi elisi» nel caso in cui attribuissimo alla Torre un valore strettamente religioso. […]

Le parole che utilizzano il nome «Ka» non finiscono qui e, anzi, mi rendo conto che ne esistono un’infinità di più di quante ne dedichiamo noi al destino (Ka-mai sta a significare una persona che è impazzita per via del Ka; Ka-me, al contrario, è una persona saggia; Khef è la forza vitale del Ka) ma l’articolo non deve diventare una specie di dizionario Italiano-Mediomondese, quindi direi di analizzare un altro punto di vista interessante. Quello dell’utilizzo di questa forza misteriosa nelle altre opere di King.
Un concetto del tutto simile a quello di Ka (che probabilmente, se andassimo a scavare a fondo, troveremo in tutte le opere di S.K) è presente sia in “Cuori in Atlantide”, sia in “Rose Madder”, per non parlare di “IT”, dove i bambini (divenuti poi adulti) sono «destinati» ad affrontare IT e a sconfiggerlo una volta per tutte.
E, continuando a parlare di IT, cos’è il “Club dei Perdenti” se non un vero e proprio Ka-Tet? E forse i due gruppi in cui si divide l’umanità nella storia de “L’ombra dello scorpione” non sono forse due immensi Ka-Tet?
Che Stephen King sia particolarmente attratto dall’idea del destino è lapalissiano. Potrei citarvi “La Zona Morta” in cui il protagonista, Johnny Smith è perfino in grado di prevedere il futuro, osservando il destino di chi lo circonda. O “Desperation” in cui un gruppo di sconosciuti (un Ka-Tet, diciamola tutta) prigionieri è costretto a vedersela con un tutore della legge impazzito. Infine, la prova più forte che King spinga molto sul concetto di destino e predestinazione, viene dal fatto che quasi tutte le sue opere siano presenti all’interno della serie della Torre Nera: molte delle quali scritte precedentemente alla saga della Torre e che danno l’idea di essere state concepite con lo scopo di riunirsi, prima o poi, a qualcosa di più grande. Ma a questo dedicheremo un discorso ben più lungo e articolato più avanti.

Filippo Magnifico