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Cos’è il Ka? (Parte II di III)

Ovviamente il concetto di Ka è entrato prepotentemente nell’uso comune del linguaggio del Medio Mondo. Allo stesso modo in cui noi utilizziamo parole come «Destinato» o «Fatidico», gli uomini del Medio Mondo (a proposito, scusate la digressione, avete notato come il nome Medio-Mondo, Mid-World, sia davvero molto simile alla Terra di Mezzo, Mid-Land, nel Signore degli Anelli?) hanno il loro equivalente.
Partiamo con l’onorare una promessa che vi ho fatto un po’ di tempo fa -e che con tutta probabilità vi siete dimenticati-: il termine Ka-Tet. Vi avevo detto di considerarlo come un gruppo di persone unite al perseguimento di uno stesso scopo e, ora che sapete cos’è che significa la radice della parola, possiamo addentrarci un po’ più in profondità nel vero significato. […]

Ka-Tet, ovvero secondo le parole di Roland: «Uno di Molti» è la credenza che un gruppo di persone sia tenuto insieme dal Ka. Questo punto è un tantino fuorviante perché, guardandolo sotto una luce diversa, non specifica che queste persone collaborino al raggiungimento dello stesso scopo: il loro ruolo è semplicemente quello di essere tenuti insieme, possiamo dire anche, utilizzando una forma diversa: che abbiano a che fare l’uno con l’altra per lungo tempo. Destinate a incrociarsi.
Nel caso in cui considerassimo la cosa da questa prospettiva, il Ka-Tet di Roland andrebbe allargato sensibilmente. Chi, più di Walter\Marteen\Flagg ha avuto a che fare con Roland negli ultimi… non-ci-è-dato-sapere-quanti anni? Il loro scontro persiste sin dai tempi di Gilead e, di certo, il loro fato è incrociato. I successi di uno dipendono dagli insuccessi dell’altro. Se li intendessimo legati dallo stesso Ka (il raggiungimento della torre) allora il Mago farebbe parte a tutti gli effetti del Ka-Tet di Roland.
Il discorso è diverso invece per quanto riguarda il Re Rosso: lui e Roland sono sì destinati a scontrarsi, ma i due non sono mai stati davvero l’uno in rapporto con l’altro. Non hanno mai avuto a che fare con la loro nemesi e per questo non possono essere considerati «tenuti insieme».

Filippo Magnifico