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Chi è l’Uomo in Nero? (Parte II di III)

L’Uomo in Nero e le sue molteplici forme sono un po’ la sintesi stessa dell’idea alla base del Multiverso. Il suo essere uno e molti, il suo aver viaggiato in dimensioni diverse, la sua appartenenza a una serie di realtà in cui fondamentalmente ricopre sempre lo stesso ruolo, è la rappresentazione stessa dell’esistenza parallela degli universi. Credo che nessuno, meglio di lui, sia riuscito a trasmettere un senso di potenza e di relatività così spiccati.[…]

La sua prima apparizione avviene nel romanzo “L’ombra dello scorpione” (“The Stand” nella versione originale: il nostro titolo deriva da un’immagine particolarmente suggestiva che viene suggerita sul finale dell’opera e che prende in oggetto proprio Flagg).
Nel romanzo Randall Flagg è una forza maligna in contrapposizione a quella benigna rappresentata da Mother Abigail. La storia non è che un classicissimo confronto tra bene e male, portati all’estremo in una ambientazione catastrofica nella quale il 99% dell’umanità si è estinta per via di un virus letale. Flagg cercherà di attirare a se (e alla sua base operativa, guarda caso situata nella città del vizio: Las Vegas) la maggior parte dei sopravvissuti.
Qui, come in seguito nella Torre, il suo ruolo è quello di ammaliatore. Flagg è un uomo che lascia agire gli altri, che si crogiola nel vederli rovinarsi, combattere, perdere umanità. A lui non importa vincere o perdere: nel momento stesso in cui la sua sete di malvagità è placata, allora è soddisfatto. Badate bene: non è lui la causa della catastrofe (imputabile completamente a un errore umano), Randall Flagg semplicemente compare a fatto avvenuto per perseguire i suoi scopi. In “L’ombra dello scorpione” viene rappresentato come un uomo vestito di jeans, con stivali da cowboy e capelli lunghi e neri. Indossa, appuntate sul suo giacchetto, delle spille particolari (uno smile giallo, un maiale sgozzato, e un berretto da poliziotto) ed è in grado di tramutarsi in corvo.
In seguito appare all’interno del fantasy “Gli Occhi del drago” (in cui curiosamente veste i panni di un mago, di nome Walter, che trama contro il suo Re che si chiama -prego notare l’umorismo- Roland) e in “Cuori in Atlantide”, con il nome di Raymond Fiegler (sebbene in quest’ultimo caso non sia così scontata la sua identità, molti indizi tra cui la malvagità del personaggio e le iniziali di nome e cognome, suggeriscono che sia proprio lui). In un’occasione viene apostrofato come Nyarlathotep, una creatura presente nel Ciclo di Cthulhu del già citato H.P. Lovecraft.
Ma il suo ruolo più importante lo ricopre sicuramente all’interno della saga della Torre Nera.

Filippo Magnifico