0

Chi è l’Uomo in Nero? (Parte I di III)

Ve lo confesso: ho un debole per questo tizio.
Qualcosa che va al di là della simpatia cromatica (si da il caso che il nero sia il mio colore preferito) e che affonda le unghie in una serie di particolari che rendono il personaggio, al pari di Roland -e se l’ultimo cavaliere me la perdona, forse anche più di lui- il più interessante della saga.
L’Uomo in Nero è la prima figura che incontrerete nella vostra lettura della Torre. Anzi, è proprio la prima cosa che leggerete. L’incipit del romanzo è: «L’Uomo in Nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.» Come vedete Roland appare subito dopo, inseguendo -proprio letteralmente- il personaggio avvolto nello scialle scuro. Ma è da questa figura che il tutto inizia.
Vorrei davvero dargli un nome, e lo farò, ma in qualche modo mi sembrerebbe di dirvi una bugia. L’Uomo in Nero: alias Walter O’Dimm; alias Marteen Broadcloack; alias Randall Flagg; alias Ricchard Fannin; alias Raymond Fiegler.
Fattor comune (tranne in un paio di casi) le iniziali: R.F.
Per il resto stiamo parlando della stessa persona. Solo in diversi quando e in diversi dove. […]

Prima di tutto sciogliamo il nodo principale della questione: Cos’è Walter O’Dimm (o Randall Flagg che rimane, probabilmente, la sua identità più nota)?
E’ un mago, qualora crediate alla magia. E’ il male, nel caso in cui crediate al bene e al male. E’ una persona malvagia che trae piacere dalla sofferenza, dalla guerra e dai conflitti, se credete nelle persone malvagie. A qualsiasi cosa voi crediate, Randall Flagg rappresenta il rovescio della medaglia: l’opposto di ciò che è giusto.
L’idea che ne dà King stesso, è quella di: «Un uomo carismatico, che ride molto, e che risulta terribilmente attraente tanto per gli uomini che per le donne.» L’uomo in Nero è, se ancora non l’aveste capito, il vero nemico di Roland. La sua nemesi possiamo dire. Laddove il Re Rosso rappresenta il caos, l’insicurezza, Walter O’Dimm rappresenta ciò che è sbagliato, l’empietà del male.
Quello che Walter fa, apparendo in una moltitudine di romanzi, è cercare di mandare a monte tutto ciò che di buono esiste. Il suo scopo non è tanto quello di perseguire il male, quanto quello di annientare il bene. Trovare il piacere personale corrompendo chi gli sta attorno.
S.King afferma che Walter non è il diavolo. Ma questo non esclude che diventare il diavolo potrebbe essere il suo scopo.

Filippo Magnifico