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Chi è il Re Rosso?

Il sigul del Re Rosso: L'occhio

Il Re Rosso è l’entità malvagia responsabile della distruzione dei vettori. La sua figura e il suo ruolo sono estremamente misteriosi ma, in qualche modo, riesce a controllare tutti gli avversari che si oppongono a Roland. Il suo simbolo distintivo è un occhio rosso tracciato da linee spiraliformi.
Quello che il Re Rosso vuole rappresentare, non è la vera e propria malvagità (concetto che è ben più vicino alla figura dell’Uomo in Nero) quanto il Caos, la mancanza di ordine, l’anarchia. Lo stravolgimento delle regole e il decadimento fisico del multiverso (è così che viene chiamato l’insieme di tutti gli universi paralleli). […]

Il suo obbiettivo, in qualità di rappresentazione fisica del disordine, è tanto semplice quanto banale: far crollare tutti i vettori della Torre per regnare poi nel caos che si andrebbe a creare. Il tutto pur non avendo alcuna idea di cosa succederà una volta che la Torre venisse meno.
L’Uomo in Nero sembra sottostare ai suoi ordini, così come John Farson (l’uomo dietro la distruzione di Gilead).
E’ un nemico tanto pericoloso quanto aleatorio: di lui si verrà a sapere qualcosa solamente in stato avanzato dell’opera, e la sua genesi, così come i modi in cui opera o tramite i quali è arrivato al potere (potere di cosa? Perché viene chiamato Re Rosso?) rimarranno un interrogativo. Interrogativo che verrà finalmente sciolto in uno speciale, comparso per la prima volta al termine de «La nascita del pistolero» la prima serie a fumetti della Marvel e che se aspettate che vi sveli adesso state freschi.
Il Re Rosso è la rappresentazione stessa del signore oscuro. Il suo aspetto viene descritto una volta sola lungo tutta la serie di romanzi e, incredibilmente, cozza con la versione raffigurata nella serie a fumetti.
Nei fumetti il suo aspetto ricorda quello di un Buddha panciuto, completamente color ebano, con intensi occhi rossi come rubini. Il suo corpo è in gran parte umano ma con appendici aracnidi che lo fanno somigliare a un ragno malformato. Dalla fronte spunta una protuberanza ossea che ha tutta l’aria di essere un corno. Nel romanzo il suo aspetto è sensibilmente diverso, più umano e in qualche modo patetico se confrontato con l’immagine quasi divina che Jae Lee (il disegnatore della serie a fumetti) gli ha conferito.
La differenza tuttavia potrebbe essere insignificante in quanto ci viene spiegato che il Re Rosso, il vero Re Rosso, la sua forma autentica, semplicemente non può essere compresa dagli esseri umani. Un espediente già utilizzato tanto da H.P. Lovecraft, per la sua sfilza di divinità dai nomi impronunciabili, quanto da Stephen King stesso, a proposito di IT e della sua vera forma talmente caotica e aliena rispetto alla mente umana da -letteralmente- non poter essere compresa (piccola parentesi: la qual cosa fece impazzire il sottoscritto quando mi accorsi della lista -davvero abbondante- di similitudini tra IT e il Re Rosso e, per un lunghissimo periodo di tempo, fui convinto che in realtà i due fossero la stessa cosa. A tutt’oggi non saprei dirvi se effettivamente è così o se sia stato tutto soltanto un mio enorme sforzo immaginativo).
Il Re Rosso non appare solamente nella serie della Torre Nera, ma palesa la sua presenza anche in altri romanzi di S.K. e più precisamente: in “Insomnia”, “Cuori in Atlantide” e “La Casa del buio” (e “IT”, nel caso in cui le mie supposizioni siano giuste! No, non mi voglio proprio arrendere!).

A martedì, quando insieme affronteremo la questione: “Chi è l’Uomo in Nero?”

Filippo Magnifico